"Non avevo capito niente"di Diego De Silva
Einaudi, Torino 2007
pp. 310
16.00 €
Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano quarantenne, separato e con due figli. Non naviga in buone acque, lavora poco e male, arreda casa e studio (in condominio) con mobili Ikea, è ancora innamorato della moglie con cui si incontra clandestinamente.
Ma la sua vita piatta ha una serie di sussulti, quando il nostro protagonista si stanca di subire le angherie della vita e della cafonaggine diffusa della nostra società.
Da qui partono una serie di avventure raccontate con perizia da Diego De Silva, autore fino ad oggi classificato nella ricca categoria degli scrittori italiani di gialli o noir.
In Non avevo capito niente (Einaudi, pagg.310 16 euro), l’autore napoletano dimostra quanto stretta e schematica fosse questa classificazione per un autore versatile e brillante come lui. La forza del libro sta nella narrazione, con la scelta della prima persona per raccontare meglio stati d’animo e la filosofia del protagonista, che si autodefinisce, tra le altre cose, uno dei nuovi poveri dell’era moderna, quelli che non lo ammetteranno mai, che vestono in giacca e cravatta e che non hanno alcun sindacato pronto a difendere le loro ragioni.
Si parla di camorra e di rapporti umani con una leggerezza ed un humor irresistibili, dove aspetti serissimi della vita quotidiana (di una città difficile come Napoli) e dei rapporti umani, vengono derisi per le loro grossolane assurdità, incongruenze e per gli aspetti ridicoli.
Si finisce per appassionarsi alle vicende del protagonista, la cui umiltà ne giustifica i continui errori. E poi la voglia di non soggiacere alle prepotenze, cosa che in qualche modo ne sortisce un effetto positivo sulla sua immagine, una sorta di rivincita di tutti i fantozzi del mondo. L’autore si concede delle digressioni periodiche tra un capitolo e l’altro, dei pensieri a voce alta del protagonista sui massimi sistemi, sui temi che la storia gli sollecita. A volte questi divertissement riescono, a volte meno, ma è un dettaglio all’interno di un libro piacevolissimo, un’autentica ventata di aria fresca e di innovazione in un panorama letterario italiano troppo spesso simile a se stesso.
12 commenti:
Mi sembra proprio interessante. Magari una lettura per un viaggio in treno, o non lo vedi azzeccato? Bentornato, davvero...
A.
Piacerebbe a MioCapitano questo libro, ne sono sicura. Napoli è sempre Napoli :)
Ciao a tutti
Laura
E' la prima volta che leggo De Silva... una lettura piacevolissima, tanti sorrisi.. complimentoni davvero.. e VINCENZO è l'uomo della mia vitaaaa!!!! grande, davvero. e..viva napoli!
claudia
non avevo capito niente! poi ieri al salone del libro di Torino ho ascoltato Diego De Silva che con poca passione, poco entusiasmo,poco tutto, presentava il suo libro. Se prima il libro mi aveva incuriosito ora per me rimarrà nello scaffale. Come forse anche i suoi precedenti libri che lo stesso De Silva ha definito "pallosi".
L'ho letto d'un fiato... si lascia prendere e ti prende come una bibita fresca in un pomeriggio d'estate..
ti porta a riflettere sull'accettarsi, sul poter cambiare la propria vita, sul non doverla sempre "subire"..
mi ha attirato per caso, in libreria...
è stato un ottimo acquisto...
:)
ciao
Eli
Ho letto questo libro tutto d'un fiato, mi ci sono appassionata con un fervore che da parecchio latitava negli ultimi romanzi che mi erano capitati fra le mani. Che dire, se avessi incontrato uno come Vincenzo Malinconico me lo sarei sposato non una, ma due volte. Irresistibile il suo modo di parlare, sarà che sono napoletana e che certi modi di dire tradotti in italiano mi hanno fatto sorridere a 32 denti (del tipo "ma tu vedi un poco la Madonna"), non so, sono stata conquistata. Bravo De Silva, mi hai regalato una giornata serena :)
Valeria
ma è un libro bellissimo. tenero, acuto, spiritoso. Un linguaggio originale, una voce unica da vero scrittore. e anche uno sguardo interessante su Napoli!
Il libro è fresco, allegro e coinvolgente fin dalla prima pagina.
Mi piace il modo in cui scrive De Silva, diretto e con un linguaggio parlato che solo i napoletani sanno rendere così bene.
Incuriosita dall'autore,
ho poi letto "Certi bambini". Completamente diverso. Duro, spietato ma altrettanto bello.
Magari averne di scrittori così...
Ho acquistato il libro perchè tra i tanti presenti in libreria mi aveva colpita per il titolo..l'ho letto tutto d'un fiato e mi ha lasciata davvero, come dire...leggera, ma anche sorridente, soddisfatta da una lettura mai noiosa, mai poco accattivante, una scrittura davvero intelligente e brillante. Un particolare apprezzamento va agli pseudo-dialoghi tra Malinconico e sè stesso (o il suo angelo custode): geniali! Consiglio la lettura a tutti.
Trovo l'autore una persona di un'intelligenza e di una bravura fuori dal comune...è la prima volta che leggendo un libro mi capita di ritrovarmi a parlare da solo dicendo "che genio!"...
Uno che ha scritto che la dignità gli strisciava ai piedi come un cucciolo di foca implorandolo di non chiamare ... non può che essere un genio. Un libro davvero piacevole, bravo!
era ciò che volevo leggere e non lo sapevo...è brillante senza alcuna pretesa di arroganze intellettuali. La rivincita degli imbranati, dei falliti...la bellezza della debolezza umana.scritto bene. continuerò con de silva.
elieli
Posta un commento